Descrizione: img1  LA SERLIANA        

                                       

 

 

Sabato 11 febbraio 2012

 

La Storia ferita:

 Il museo della Via Ostiense a Porta San Paolo

 

 

 

Accompagna la dott.ssa P. Filacchione

Descrizione: File:Porta San Paolo (Roma) veduta notturna da fuori le mura.jpgQualcuno potrebbe chiedersi il perché di questo titolo singolare. Le ragioni sono molteplici, difficile elencarle nello spazio di poche righe: potremmo dire che, tra i monumenti romani, è uno di quelli che più hanno subito l’ingiuria della storia. Dell’antica porta Ostiense, passata alla storia come Porta san Paolo dopo la cristianizzazione dell’Urbe, resta un involucro più volte modificato, adattato nei secoli alle esigenze difensive di modi sempre diversi di fare la guerra. Dalle catapulte alla polvere da sparo, Porta san Paolo ha resistito strenuamente, isolata in un quartiere – ai margini dell’Ostiense – che si è fatto nei millenni sempre più periferico e desertico… Il panorama della campagna romana si apriva appena fuori, come poco fuori erano la malaria e la miseria dell’agro romano, ricompresi nell’urbanizzazione industriale solo sul finire del XIX secolo. E la porta resisteva, muta testimone dei tempi che cambiavano, sede di gabellieri o luogo occasionale di prigionia, a seconda dei momenti. Gli ultimi danni nel secolo appena trascorso: dalle giornate terribili dopo l’8 settembre del ’43 alle trovate geniali di chi, per farne una rotatoria per il tram, ha pensato bene di abbattere le mura alle quali era collegata. Poi una rinascita: l’acquisizione da parte del Comune di Roma e il desiderio di farne un museo della Via Ostiense, realizzato negli anni Cinquanta e periodicamente aggiornato alle novità archeologiche degli ultimi decenni. Un museo purtroppo ingiustamente poco visitato, che meriterebbe la nostra attenzione anche solo perché possa continuare ad essere “nostro”; un museo che, ormai ridotto a bastione nel traffico, nasconde al suo interno la magia di un silenzio inatteso, quel silenzio incantevole e romantico che sempre associamo alle rovine. (P.F.).