Descrizione: img1  LA SERLIANA        

                                       

 

 

Sabato 12 Novembre 2011

Visita alla mostra al Vittoriano:

"Mondrian. L’Armonia Perfetta"

 

Accompagna la dott.ssa P. Filacchione

 

 “Costruisco combinazioni di linee e di colori su una superficie piatta, per esprimere una bellezza generale con una somma coscienza. La Natura (o ciò che vedo) mi ispira, mi mette, come ogni altro pittore, in uno stato emotivo che mi provoca un’urgenza di fare qualcosa, ma voglio arrivare più vicino possibile alla verità e astrarre ogni cosa da essa, fino a che non raggiungo le fondamenta (anche se solo le fondamenta esteriori!) delle cose... Credo sia possibile che, attraverso linee orizzontali e verticali costruite con coscienza, ma non con calcolo, guidate da un’alta intuizione, e create con armonia e ritmo, queste forme basilari di bellezza, aiutate se necessario da altre linee o curve, possano divenire un’opera d’arte, così forte quanto vera.”

Piet Mondrian, 1914

 

Descrizione: http://www.comunicareorganizzando.it/imm/mostre/mondrian_loc.jpgChi di noi non riconoscerebbe un dipinto di Mondrian? L’artista olandese (1872-1944) è tra i più riprodotti e letteralmente “sfruttati” della storia del Novecento: pubblicità, arredamento, decorazione e oggettistica, sembra che l’opera di Mondrian abbia avuto come fine ultimo quello di colorare il nostro mondo. Ma Mondrian volle tutto meno che questo, o, forse, volle anche questo, nel senso che il suo obiettivo era quello di ritrovare l’armonia del mondo, la cui realtà non sia espressa attraverso la mera mimesi, ma attraverso un contrappunto di forme, colori e suoni che ne rappresentino l’essenza spirituale. Quella serie, apparentemente semplice, di sagome colorate, è stata raggiunta con la maturità di un percorso artistico complesso e nell’atmosfera innovatrice e utopistica dell’Europa della Prima Guerra Mondiale, quando De Stijl non era solo una rivista, ma l’organo divulgativo del pensiero rinnovatore del Neoplasticismo, che univa artisti di ogni genere nella speranza che la guerra lasciasse, almeno, un mondo più pulito. Dall’Olanda a Parigi, per vivere in prima persona quella ventata di novità e il ritmo travolgente della vita cittadina dell’Europa fra le due guerre. Un’utopia che l’Europa era destinata a non realizzare: anche Mondrian, con le sue innocue sagome a colori, fu considerato dal nazismo un artista degenerato e, come tanti, poté completare il proprio percorso solo negli USA. E davvero, allora, la sua opera ha contribuito a ridisegnare il mondo, ad abbattere le frontiere tra architettura e decorazione, tra arredamento e design, ma nel senso più alto di questa operazione. Al Vittoriano 70 dipinti di Mondrian e 40 dei suoi contemporanei che, insieme, hanno creato questo cambiamento e fatto definitivamente tabula rasa dei luoghi comuni delle arti figurative. (P.F.).